Gaetano Melzi (Milano, 1786 – Milano, 1851)
La sua carriera di bibliofilo iniziò con la raccolta di incunaboli e di classici greci e latini che poi furono dispersi e venduti a biblioteche, quali la Biblioteca Nazionale Braidense, o a privati. La parte acquistata da Franck Hall Standish, un ricco collezionista inglese, comprendente 3500 volumi rari e 250 incunaboli, passò successivamente a Luigi Filippo di Francia, al figlio Enrico d’Orléans, duca d’Aumale, e dopo la morte di costui entrò a far parte del Museo Condé a Chantilly.
Gaetano Melzi realizzò successivamente due opere che sono diventate un indispensabile strumento di lavoro per i bibliotecari: la “Bibliografia dei romanzi e Poemi cavallereschi italiani”[1], [2] e i tre volumi del “Dizionario di opere anonime e pseudonime di scrittori italiani” [3], opera di estrema importanza per l’identificazione delle opere anonime del passato. La sua biblioteca fu ereditata dai Melzi di Soragna.
Gaetano Melzi fu anche un appassionato musicofilo: fu in corrispondenza con numerosi musicisti del suo tempo (Rossini, Donizetti, Verdi, ecc.), e lasciò un voluminoso carteggio, di notevole interesse, custodito attualmente al Museo Teatrale alla Scala di Milano.
